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Guide Fiscali

Prestazioni occasionali

In questa guida sono raccolte le risposte alle domande più frequenti sul tema delle Prestazioni Occasionali

I contenuti del presente articolo non pretendono di essere esaustivi e rappresentano solo una sintesi della normativa attualmente applicata.

Riferimenti normativi

I contenuti che seguono si riferiscono alle prestazioni occasionali riguardanti il Contratto d’opera (art. 2222 codice civile). Non devono essere confusi con il Contratto di Prestazione Occasionale riferito alla disciplina contenuta nell’art. 54-bis del Decreto legge n. 50/2017, convertito dalla Legge n. 96/2017.

Con le prestazioni occasionali è possibile lavorare senza Partita IVA?

Le prestazioni occasionali identificano lo svolgimento di un’attività di tipo professionale, svolta nella completa autonomia circa il tempo e il modo della prestazione, con mera esecuzione istantanea, e cioè per un fatto contingenteeventuale ed episodico.

Prestazione occasionale significa attività lavorativa non abituale.

L’attività che può essere svolta mediante prestazione occasione deve essere episodica (l’aggettivo occasionale descrive appunto un’opportunità lavorativa singola o al massimo ripetuta in modo non continuativo nel tempo) e non organizzata (non possono essere “scaricati” gli acquisti di beni e non può essere coinvolto personale dipendente).

In questi casi la prestazione occasionale può essere svolta con l’unico limite dell’obbligo contributivo al superamento dei €. 5.000 (lordi) di reddito percepito tramite questa attività.

Sono questi i famosi € 5.000 di cui si parla tanto sul web che non denotano (come erroneamente molti credono) il limite da non superare altrimenti bisogna aprire la partita IVA ma semplicemente viene fissato un paletto oltre il quale scatta l’obbligo per il lavoratore occasionale di iscriversi all’INPS.

In tutti gli altri casi, in cui l’attività si svolga in modo abituale e continuativo nel tempo, è necessaria la Partita Iva.

Più precisamente, per prestazione occasionale si intende un’attività lavorativa svolta da tutti i professionisti che saltuariamente svolgono attività di consulenza e che non sono iscritti ad albi professionali.

Con queste accortezze, se l’attività è svolta in modo episodico e non coinvolge l’impiego organizzato di altre persone o di mezzi, è possibile lavorare con le prestazioni occasionali senza Partita IVA.

E’ necessario redigere un contratto per accordare una prestazione occasionale?

Non per forza! Per assumere qualunque incarico di natura professionale può essere sufficiente anche un semplice accordo verbale. E’ naturale, infatti, che nasca da semplici accordi verbali la volontà di raggiungere degli obiettivi che portino allo svolgimento di una prestazione occasionale.

In molti casi, un accordo verbale può essere sufficiente.

Tuttavia, accordare in forma scritta la descrizione della prestazione e la definizione del compenso è utile e fortemente consigliato mediante un incarico di prestazione occasionale.

Nella redazione dell’incarico di collaborazione occasionale è bene fare attenzione a tre aspetti:

  1. Il primo riguarda la descrizione dell’attività che andrai a svolgere indicandone tempi e modalità. Devi essere quanto più preciso possibile.
  2. Il secondo aspetto riguarda il compenso, determinandone l’ammontare e soprattutto le tempistiche di pagamento. Non accettare tempistiche indefinite o che non ti soddisfano. Essere chiari è a tuo vantaggio.
  3. Il terzo requisito è quello che riguarda la possibilità di recedere dal contratto. Devi rendere chiaro in quali casi puoi risolvere il contratto, e con quali modalità.

Come si emette una ricevuta di prestazione occasionale?

La normativa sulle prestazioni occasionali richiede di documentare le proprie prestazioni di lavoro con una ricevuta.

Un lavoratore autonomo che svolge prestazioni lavorative occasionali deve emettere una ricevuta per prestazione occasionale.

Con quest’ultima puoi specificare che la tua attività rientra nella tipologia di prestazioni che non prevedono l’applicazione dell’IVA (ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. 633/1973).

Per essere valida legalmente, la ricevuta deve contenere necessariamente alcune informazioni:

  • i tuoi dati (nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo e codice fiscale);
  • i dati del tuo cliente(nome, cognome o ragione sociale se si tratta di società, partita IVA o codice fiscale, indirizzo);
  • la descrizione dell’incarico e dell’attività svolta;
  • l’importo lordo;
  • l’eventuale ritenuta d’acconto (nella misura del 20%);
  • l’importo netto;
  • data, luogo e firma.

Qualora l’importo dovesse superare i 77,47 euro, dovrai inserire all’interno della ricevuta anche una marca da bollo da 2 euro.

Per avere un’idea di come si emette una ricevuta per prestazione occasionale e capire come compilarla, puoi consultare il modello seguente…

Quante tasse si pagano con le prestazioni occasionali?

Gli importi percepiti con le prestazioni occasionali sono soggetti alle aliquote ordinarie dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) che, per i redditi fino a 8.174 euro, non prevede tassazione.

SCAGLIONI REDDITOTASSAZIONEIMPOSTA DOVUTA
Da 0 a 8.174 euro0%NO TAX AREA
fino a 15.000 euro23%23% del reddito
da 15.001 fino a 28.000 euro27%3.450,00 + 27% sul reddito che supera i 15.000,00 euro
da 28.001 fino a 55.000 euro38%6.960,00 + 38% sul reddito che supera i 28.000,00 euro
da 55.001 fino a 75.000 euro41%17.220,00 + 41% sul reddito che supera i 55.000,00 euro
oltre 75.000 euro43%25.420,00 + 43% sul reddito che supera i 75.000,00 euro

Dunque, fino al valore di 5.000 euro annui, non è prevista tassazione.

Cos’è la ritenuta di acconto?

La ritenuta di acconto è un meccanismo che consente all’Erario (le finanze dello Stato) di incassare un anticipo (acconto) dell’imposta sul reddito (IRPEF) nel momento stesso in cui viene emessa la ricevuta per prestazione occasionale.

Il tuo cliente deve trattenere obbligatoriamente il 20% del tuo compenso.

Nelle prestazioni occasionali il cliente deve infatti assumere il ruolo di “sostituto d’imposta”, ovvero di soggetto obbligato a versare per tuo conto, subito all’Erario, una parte del tuo compenso pari al 20%, sostituendosi a te nel farlo.

Viceversa, dal tuo punto di vista (prestatore d’opera) ricevi dal tuo cliente solo l’80% del compenso pattuito perché la restante parte (il 20%) il tuo cliente è obbligato a non pagarla (ritenerla, trattenerla) a te direttamente, ma a versarla all’Erario a titolo di acconto di imposta (anticipazione delle tasse che dovrai pagare) sul tuo reddito.

Quando per te sarà il momento di pagare le tasse, le ritenute subite durante l’anno risulteranno come imposte già versate.

Affinché questo meccanismo funzioni devi calcolare e inserire la ritenuta d’acconto del 20% in ogni ricevuta.

NOTA IMPORTANTE

Solo i clienti con partita IVA sono sostituti d’imposta. Se, quindi, hai venduto beni o servizi a un privato senza partita IVA, non dovrai inserire la ritenuta d’acconto nella fattura

Per calcolare la ritenuta si deve individuare la base imponibile. Le voci che vi rientrano sono:

  • compensi professionali
  • rimborsi per le spese di viaggio
  • vitto e alloggio
  • spese documentate anticipate dal professionista e rimborsate dal committente.

Non concorrono alla formazione della base imponibile i contributi obbligatori, l’eventuale contributo per la cassa professionale, i rimborsi spese anticipati, purché non siano inerenti alla produzione del reddito di lavoro autonomo e che siano ben documentate.

A fine anno devo presentare la dichiarazione dei redditi? E la ritenuta d’acconto come la recupero?

Se nell’anno hai realizzato redditi solo attraverso le prestazioni occasionali (e non anche perché hai una casa in affitto o hai percepito altri redditi), puoi non presentare la dichiarazione dei redditi se i compensi non superano i 4.800 euro.

Il problema, però, sono le ritenute subite nel corso dell’anno. Rinunceresti, infatti, alla possibilità di chiederne il rimborso diretto su conto corrente e di ottenere, quindi, anche quel 20% di tasse che avevi dovuto anticipare obbligatoriamente al momento della prestazione occasionale ma che non erano dovute.

La richiesta può essere compilata da un Commercialista o da un CAF presentando la dichiarazione dei redditi.

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Facciamo chiarezza: cosa accade esattamente superati i 5.000 euro di compensi?

Sulla soglia dei 5.000 euro di compensi è facile confondersi. Ci sono due aspetti da chiarire:

  1. se è vero che deve essere aperta obbligatoriamente la Partita IVA;
  2. quali sono le norme INPS che si attivano.

Il superamento della soglia di 5.000 euro di compensi non è motivo obbligatorio di apertura della Partita Iva (come erroneamente molti credono).

Diventa un obbligo aprire la Partita Iva non quando si supera la soglia di 5.000 euro delle prestazioni occasionali, ma quando l’attività svolta diviene abituale e continuativa nel tempo.

Tuttavia, superata la soglia dei 5.000 euro di compensi per prestazioni occasionali, scattano obblighi legati ai contributi previdenziali obbligatori INPS dovuti alla cosiddetta “Gestione separata”.

L’aliquota contributiva dovuta per l’iscrizione alla gestione separata è stabilita in misura pari al 25%. A questa va aggiunta l’ulteriore aliquota contributiva pari allo 0,72% relativa alla tutela della maternità, agli assegni per il nucleo familiare, alla degenza ospedaliera, alla malattia e al congedo parentale. L’aliquota finale è dunque del 25,72%.

L’obbligo contributivo alla gestione separata INPS è ripartito tra committente (2/3) e prestatore (1/3) e deve essere ben calcolato nella ricevuta.

Su questo tema leggi l’approfondimento come gestire i contributi INPS nelle Prestazioni Occasionali

Conclusioni: è meglio iniziare l’attività con le prestazioni occasionali o aprire subito una Partita IVA?

In conclusione, nonostante le prestazioni occasionali nascano con l’idea di mettere a disposizione una forma fiscale semplice da gestire e di immediata applicazione, in realtà non sono prive di complessità.

Se dalle prestazioni occasionali hai in previsione di guadagnare un importo non molto superiore ai 5.000 euro, non sarebbe conveniente aprire la Partita Iva per gli aspetti legati ai contributi previdenziali.

Se invece prevedi di guadagnare compensi ben superiori ai 5.000 euro, probabilmente la tua attività sta crescendo e inizia a configurarsi come attività abituale. In tal caso diventa necessaria l’apertura della Partita Iva e il Regime Forfettario potrebbe essere la soluzione migliore per te.