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Regime forfettario

I requisiti di accesso al Regime forfettario

Il Regime forfettario è un regime fiscale agevolato rivolto alle Partite Iva individuali che conseguono ricavi fino a 65.000 euro.

La caratteristica principale del Regime forfettario è l’applicazione di un’unica imposta sostitutiva al 15% (ulteriormente ridotta al 5% nei primi cinque anni di attività) al fatturato annuo.

Per poter accedere al Regime forfettario è necessario rispettare alcuni requisiti fondamentali:

  • Potrai applicare il Regime forfettario se nell’anno precedente non hai conseguito ricavi o compensi, ragguagliati ad anno, superiori a euro 65.000;
  • Potrai applicare il Regime forfettario se nell’anno precedente hai conseguito redditi da lavoro dipendente e da pensione (o assimilati) inferiori a 30.000 euro. Nel momento in cui il rapporto di lavoro subordinato fosse cessato, tale esclusione non opera e pertanto potrai applicare il Forfettario;
  • Potrai applicare il Forfettario per la tua Partita Iva se nell’anno precedente hai sostenuto spese per il personale (dipendenti, collaboratori, aiutanti, ecc.) inferiori ai 20.000 euro;

COSA SIGNIFICA RAGGUAGLIATI AD ANNO?

Ragguagliati ad anno significa che, se apri Partita Iva in corso d’anno, il limite di ricavi da considerare non è più 65.000 euro, ma deve essere rapportato ai giorni di apertura della Partita Iva nell’anno in corso

Ad esempio, se apri la Partita Iva al 16 novembre, il limite di ricavi da considerare per il Regime forfettario è pari a:

(65.000 x 46 giorni di apertura) / 365 = 8.191,78 euro

Nell’anno di apertura della Partita Iva non hai un riferimento di ricavi relativo all’anno precedente, dunque potrebbe venirti il dubbio se puoi già applicare il Regime forfettario.

Le persone fisiche che intraprendono l’esercizio di imprese, arti o professioni possono avvalersi del regime forfetario comunicando, nella dichiarazione di inizio di attività (modello AA9/12), di presumere la sussistenza del requisito del limite di 65.000 euro di ricavi.

Dunque puoi già accedere al Regime forfettario nell’anno di apertura della Partita Iva se presumi di conseguire ricavi non superiori a 65.000 euro.

COSA SUCCEDE SE NELL’ANNO IN CUI APPLICO IL REGIME FORFETTARIO SUPERO LA SOGLIA DI 65.000 EURO?

Il Regime forfettario cessa di avere applicazione a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno il requisito del limite di ricavi o si verifica una delle cause di esclusione.

Ad esempio, se nel 2020 applichi il Regime forfettario e nello stesso anno percepisci ricavi per 90.000 euro, in tale anno potrai comunque applicare l’imposta sostitutiva al 15% (o al 5%) su tali ricavi.

Nel 2021, tuttavia, sarai escluso dal Regime forfettario e dovrai applicare il Regime ordinario.

Le cause di esclusione del Regime forfettario

Dopo aver verificato di non aver superato il limite di 65.000 euro nell’anno precedente, dovrai assicurarti di non far parte di nessuna delle cause di esclusione previste.

Non possono avvalersi del Regime forfettario le persone fisiche che si avvalgono di Regimi speciali ai fini dell’Iva o di Regimi forfettari di determinazione del reddito.

In particolare, l’Agenzia delle Entrate con la Circolare 10/E del 2016 ha chiarito quali sono le attività escluse:

  • Agricoltura e attività connesse e pesca;
  • Vendita sali e tabacchi;
  • Commercio dei fiammiferi;
  • Editoria;
  • Gestione di servizi di telefonia pubblica;
  • Rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta;
  • Intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla tariffa allegata al D.P.R. n. 640/72;
  • Agenzie di viaggi e turismo;
  • Agriturismo;
  • Vendite a domicilio (porta a porta);
  • Rivendita di beni usati, di oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione;
  • Agenzie di vendite all’asta di oggetti d’arte, antiquariato o da collezione.

N.B.: se svolgi più tipologie di attività e una di queste è un Regime speciale Iva, non ti sarà possibile accedere al Regime forfettario nemmeno per le altre tue attività, anche se compatibili con tale Regime.

Non possono inoltre avvalersi del Regime forfettario:

  • I soggetti non residenti, ad eccezione di coloro che risiedono in uno Stato membro dell’Unione europea (UE) o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio economico europeo (SEE) (Islanda, Liechtenstein e Norvegia), e che producono nel territorio italiano almeno il 75% del reddito complessivo.
  • I soggetti che effettuano, in via esclusiva o prevalente, operazioni di cessione di:
    • fabbricati e relative porzioni;
    • terreni edificabili, oppure cessioni intracomunitarie di mezzi di trasporto nuovi.
  • I soggetti che contemporaneamente all’attività con Partita Iva:
    • partecipano a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari;
    • controllano, direttamente o indirettamente, società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione, le quali esercitano attività economiche direttamente o indirettamente riconducibili a quella svolta con Partita Iva individuale;
  • i soggetti che esercitano l’attività con Partita Iva prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta, o nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili ai suddetti datori di lavoro, fatta eccezione per i soggetti che iniziano una nuova attività dopo aver svolto il periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni.

I coefficienti di redditività

Il Regime forfettario è caratterizzato da un meccanismo particolare di calcolo del reddito imponibile (il reddito su cui si calcolano imposte e contributi).

Mentre in Regime ordinario il reddito imponibile si calcola sottraendo i costi effettivamente sostenuti dai ricavi, in Regime forfettario i costi sono determinati in maniera fissa (forfettaria) attraverso l’applicazione di un coefficiente di redditività ai ricavi.

Il coefficiente di redditività è una percentuale che varia a seconda della tipologia di attività svolta, in particolare a seconda del Codice ATECO previsto per la tua attività.

Tipologia di attività Codici ATECO relativi Coefficiente di redditività
Industrie alimentari e delle bevande(10-11)40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio45- (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.940%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande47.8140%
Commercio ambulante di altri prodotti47.82-47.8954%
Costruzioni e attività immobiliari(41-42-43) – (68)86%
Intermediari del commercio46.162%
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione(55-56)40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi(64-65-66) – (69-70-71-72-73-74-75) – (85) – (86-87-88)78%
Altre attività economiche(01-02-03) – (05-06-07-08-09) – (12-13-14-15-16-17-18-19-20-22-22-23-24-25-26-27-28-29-30-31-32-33) – (35) – (36-37-38-39) – (58-59-60-61-62-63) – (77-78-79-80-81-82) – (84) – (90-91-92-93) (94-95-96) – (97-98) – (99)67%

Elencare in questo articolo tutti i Codici ATECO corrispondenti alle dettagliate attività risulterebbe confusionario, quindi se vuoi farti un’idea più chiara ti rimandiamo direttamente al documento pubblicato dall’Agenzia delle Entrate che elenca dettagliatamente tutti i Codici ATECO ad oggi esistenti.

Imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni

L’aliquota di imposta sostitutiva in Regime forfettario è al 15%, ma può essere ridotta al 5% per i primi cinque anni di attività, se si rispettano determinati requisiti.

N.B.: non sono previsti limiti di età per poter utilizzare l’aliquota al 5%.

L’aliquota è ridotta al 5% per le nuove attività (per i primi cinque anni), se rispetti queste condizioni:

  • non hai esercitato, nei tre anni precedenti l’inizio dell’attività, alcuna attività professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare;
  • l’attività che si va ad esercitare non deve essere in alcun modo una mera prosecuzione di un’altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell’esercizio di arti o professioni;
  • se andrai a proseguire un’attività svolta in precedenza da altro soggetto, l’ammontare di ricavi e compensi generati da tale attività nel periodo di imposta precedente non deve aver superato il limite di 65.000 euro.

Contributi previdenziali

Insieme all’imposta sostitutiva, l’altro principale costo in Regime forfettario è costituito dai contributi previdenziali.

L’ammontare di contributi previdenziali da versare dipende se sei iscritto in:

  • Gestione Artigiani e Commercianti Inps;
  • Gestione Separata Inps;
  • Una Cassa previdenziale professionale.

GESTIONE ARTIGIANI E COMMERCIANTI INPS

Se sei un Artigiano (ad esempio idraulico, falegname, parrucchiere, etc.) o Commerciante (ad esempio Affittacamere, Agenti di commercio, etc.), al momento dell’apertura della Partita Iva dovrai iscriverti presso la Gestione Artigiani e Commercianti Inps.

Essere iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti Inps comporta l’obbligo di pagare contributi fissi, indipendentemente dal reddito conseguito, che nel 2020 sono pari a 3.836,16 euro per gli Artigiani e pari a 3.850,52 euro per i Commercianti.

Tali contributi fissi sono calcolati su un reddito minimale che per il 2020 è pari a 15.953 euro.

Oltre ai contributi fissi, se percepisci un Reddito superiore a 15.593 dovrai pagare anche i contributi eccedenti il minimale.

I contributi eccedenti il minimale si calcolano applicando l’aliquota del 24% per gli Artigiani e del 24,09% per i Commercianti sulla parte di reddito eccedente tale minimale.

RIDUZIONE 35% CONTRIBUTI ARTIGIANI E COMMERCIANTI IN REGIME FORFETTARIO 2020

Per gli Artigiani e Commercianti in Regime forfettario è prevista un’agevolazione che consiste nella possibilità di richiedere all’Inps, tramite apposita domanda, la riduzione del 35% dei contributi da versare.

Tale riduzione verrà applicata sia sulla parte di contributi fissi che sulla parte di contributi eccedenti il minimale.

Nel valutare la convenienza a richiedere la riduzione dei contributi da versare è comunque utile sapere che:

  • se con la riduzione del 35% dei contributi Inps non arriverai a versare la quota di contributi fissi sul minimale (circa 3.800 euro) ti saranno accreditate ai fini pensionistici 33,8 settimane invece che 52;
  • se con la riduzione del 35% dei contributi Inps arriverai a versare comunque la quota di contributi fissi sul minimale (circa 3.800 euro), allora non ti verranno ridotte le settimane accreditate ai fini pensionistici, che rimarranno 52.

GESTIONE SEPARATA INPS

Se sei un Professionista con Partita Iva e svolgi un’attività che non prevede l’iscrizione a un albo specifico, dovrai iscriverti alla Gestione Separata Inps.

Attività che prevedono l’iscrizione alla Gestione Separata Inps sono ad esempio l’attività di consulente, web master, web designer, etc.

La Gestione Separata Inps comporta il vantaggio che non sono dovuti contributi fissi, ma solo in percentuale sulla base del reddito lordo percepito.

Pertanto, a differenza degli Artigiani e Commercianti, se in un determinato anno non produci reddito, non dovrai pagare alcun contributo.

In particolare, per il 2020 l’aliquota contributiva da applicare al reddito lordo conseguito è pari al 25,72%.

CASSA PREVIDENZIALE PROFESSIONALE

I Professionisti che svolgono un’attività che prevede l’iscrizione ad un apposito albo dovranno iscriversi alla loro Cassa previdenziale professionale.

Ogni Cassa previdenziale prevede regole contributive diverse, pertanto ti consigliamo di informarti sul sito web della tua Cassa previdenziale per comprendere l’ammontare e le scadenze dei contributi previdenziali dovuti.

Calcolo dell’imposta e dei contributi

Ipotizziamo la situazione di un consulente iscritto alla Gestione Separata Inps con un fatturato di 30.000 euro.

Fatturato30.000
Coefficiente di redditività78%
Reddito imponibile (30.000 x 78%)23.400
Contributi Gestione Separata Inps (23.400 x 25,72%)6.018,48
Imposta sostitutiva (23.400 – 6.018,48) x 15%2.607,23

Il calcolo fiscale è di 6.018 euro di contributi INPS e 2.607 euro di imposta sostitutiva per un totale di 8.625 euro.

N.B. l’esempio non tiene conto del meccanismo di versamento del saldo e degli acconti.

Vantaggi Regime forfettario 2020

Accedere al Regime forfettario, oltre al vantaggio di essere soggetti all’unica imposta sostitutiva al 15% o al 5%, ti permette di usufruire di ulteriori agevolazioni dal punto di vista contabile e fiscale.

Se aderisci al Regime forfettario, infatti, sei esonerato:

  • Dall’obbligo della fatturazione elettronica. Se, nonostante questo esonero scegli comunque di utilizzarla, ti sarà riservato un trattamento premiale: il termine di decadenza per la notifica degli avvisi di accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate si riduce di un anno (non saranno più 5 anni ma 4);
  • Dall’applicazione dell’Iva, non dovrai pertanto inserire l’Iva nelle fatture che emetti;
  • Dall’applicazione della ritenuta d’acconto;
  • Dalla registrazione delle fatture e dei corrispettivi;
  • Dall’applicazione degli ISA (Indici sintetici di affidabilità);
  • Dalla compilazione dell’Esterometro.

Infine, un ulteriore vantaggio che differenzia il Regime forfettario dal Regime ordinario è la possibilità per gli Artigiani e Commercianti di richiedere la riduzione del 35% dei contributi Inps da pagare, di cui abbiamo parlato nel precedente paragrafo.

Regime forfettario 2020: indicazioni in fattura

Nelle fatture che emetterai dovranno essere indicate delle apposite diciture.

Tali diciture devono essere inserite per informare i tuoi clienti che adotti il Regime forfettario e quindi che puoi usufruire di tutte le semplificazioni che abbiamo analizzato precedentemente.

PRESTAZIONE NON SOGGETTA A IVA

Dal momento che non applichi l’Iva nelle tue fatture, dovrai inserire l’apposita dicitura:

“Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni.”

MARCA DA BOLLO

L’esonero dall’Iva comporta l’obbligo di assolvere l’imposta di bollo di 2 euro sulle tue fatture di importo superiore ai 77,47 euro.

Dovrai quindi applicare, sulla fattura originale, una marca da bollo del valore di 2 euro e inserire la dicitura:

“Imposta di bollo da 2 euro assolta sull’originale per importi maggiori di 77,47 euro”.

Sulla copia della fattura, se non è presente la marca da bollo, la dicitura dovrà anche contenere il numero identificativo della marca da bollo che hai apposto sull’originale:

“Imposta di bollo num. (ID)… assolta sull’originale”.

RITENUTA D’ACCONTO

Infine, se sei un Professionista, potrai ricevere l’intera somma pattuita per la prestazione, senza che il tuo cliente debba trattenerti il 20% a titolo di ritenuta d’acconto.

Dovrai solo indicare in fattura la seguente dicitura:

“Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d’acconto ai sensi dell’articolo 1 comma 67 della Legge numero 190/2014 e successive modificazioni”.

Regime forfettario 2020, conviene?

La convenienza del Regime forfettario rispetto al Regime ordinario deve essere valutata caso per caso.

In generale, è possibile individuare due fattori che potrebbero annullare il vantaggio di essere soggetti ad un’unica imposta sostitutiva al 15% o al 5% (invece delle aliquote Irpef che vanno dal 23% al 43%, delle addizionali regionali e comunali e dell’eventuale Irap), che sono:

  • I costi che effettivamente sostieni per la tua attività potrebbero essere molto più alti di quelli forfettariamente riconosciuti in Regime forfettario attraverso il coefficiente di redditività previsto per la tua attività;
  • Se non hai altri redditi soggetti a Irpef (da pensione, da lavoro dipendente, da affitti, etc.) perdi la possibilità di utilizzare le ordinarie deduzioni e detrazioni Irpef (per figli a carico, per spese mediche, interessi sul mutuo, spese di ristrutturazione, etc.).

Quindi il Regime forfettario potrebbe non esserti conveniente se sostieni costi molto più elevati delle spese forfettarie riconosciute, e/o le tue ordinarie deduzioni e detrazioni Irpef, in assenza di altri redditi, sarebbero molto rilevanti.

Regime forfettario 2020: adempimenti

Nonostante le semplificazioni contabili e fiscali previste per chi accede al Regime forfettario, rimangono comunque alcuni obblighi, anche ai fini Iva.

Anche se sei in Regime forfettario dovrai infatti:

  • Numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali;
  • Certificare i corrispettivi;
  • Emettere fattura elettronica nei confronti della Pubblica amministrazione;
  • Presentare i Modelli Intrastat in caso di cessioni intracomunitarie di servizi;
  • Pagare l’Iva per particolari operazioni, quali:
    • Operazioni soggette a reverse charge;
    • Prestazioni di servizi ricevute da soggetti Ue o EXTRA UE;
    • Acquisti da soggetti Ue di beni per importi superiori a 10.000 euro, tramite autofattura o integrazione della fattura con indicazione dell’aliquota e della relativa Iva da versare entro il 16 del mese successivo all’operazione, senza diritto alla detrazione dell’Iva.

Costo commercialista in Regime Forfettario 2020

Tutte le semplificazioni del Regime forfettario 2020 permettono di ottenere una notevole diminuzione degli adempimenti da effettuare per la propria attività.

Di conseguenza, è anche più basso il costo da sostenere per il commercialista, che in media per una contabilità forfettaria richiede circa 600 euro l’anno.